Funzione ed Estetica: la risoluzione di un caso complesso con restauri Metal-free

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DIAPOSITIVA N. 1

Il paziente T.U. di anni 67 si rivolge all’odontoiatra lamentando forti dolori nel sestante 2 e notevole sensibilità in tutta la bocca.
L’anamnesi evidenzia un pregresso infarto del miocardio occorso cinque anni prima della visita. L’esame obiettivo mostra una forte erosione a carico di tutti gli elementi dentari (in particolare sul sestante 2), una carie sul 4.7. Il sondaggio parodontale è nella norma (ad esclusione del 3.8 e 4.8 per cui si è provveduto all’avulsione), la muscolatura è negativa alla palpazione, l’ATM non presenta dolori o click, il paziente si lascia manipolare facilmente in R.C. tramite la manovra bimanuale di Dawson. Le richieste del paziente erano principalmente di permettergli una maggiore efficienza masticatoria e di ripristinare l’estetica compromessa dal notevole grado di erosione ed abrasione. Prima di iniziare il trattamento, il paziente è stato inviato ad uno specialista per risolvere il problema di eccessiva acidità presente nel cavo orale (responsabile delle estese aree erosive a carico dei denti).

Progetto
Il piano di trattamento formulato prevede la terapia canalare del sestante 2 e del 47 (una volta rimosso il ponte si è evidenziata una carie profonda). Allungamento di corona clinica dell‘1.1 e 1.2 (per rimodellare l’architettura gengivale e ottenere maggiore ferula). La progettazione protesica prevede l’esecuzione di restauri in disilicato di Litio da 1.7 a 2.7 e da 4.7 a 3.7 con restauri singoli, tranne che per il ponte da 4.7 a 4.5, mantenendo, ove possibile, la vitalità dei denti. E’ stato previsto un rialzo arbitrario (per convenienza protesica) di masticazione per ristabilire la perdita di dimensione del terzo inferiore del viso, da testare con il primo provvisorio.

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DIAPOSITIVA N. 2

Visione intra ed extra orale del paziente.

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DIAPOSITIVA N. 3

Vengono rilevate le impronte per il 1° provvisorio e, una volta colati, i modelli vengono montati in articolatore tramite la staffa dell’arco facciale.

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DIAPOSITIVA N. 4

Montaggio in articolatore in relazione centrica.

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DIAPOSITIVA N. 5

Prima di procedere con lo stampaggio del 1° provvisorio, in accordo con il protesista, si è deciso di valutare la ceratura effetuata in laboratorio con lo studio effetuato tramite Digital Smile Design® (DSD).

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DIAPOSITIVA N. 6

Con queste immagini si evidenzia come se, nonostante le dimensioni dei centrali impostati con la ceratura erano correttamente proporzionati, tramite il DSD si evince una posizione sbagliata. Infatti il protesista, tramite questa valutazione, ha previsto una posizione più apicale per non interferire con la fonetica.

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DIAPOSITIVA N. 7

Ceratura Diagnostica iniziale dopo l’allungamento della zona cervicale dell’1.1 e del 2.1.

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DIAPOSITIVA N. 8

Con il verticolatore si stampa la resina del primo provvisorio.

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DIAPOSITIVA N. 9

Dopo aver effettuato una duplicazione del provvisorio sup e rimontato in articolatore, si passa allo stampaggio del provvisorio inf e si confeziona una mascherina della ceratura per permettere al clinico ua ricostruzione provvisoria diretta.

DIAPOSITIVA N. 10

Visione intraorale del primo provvisorio.

DIAPOSITIVA N. 11

Vengono rilevate nuove impronte arco facciale e cera di relazione centrica.

DIAPOSITIVA N. 12

Viene effettuata la nuova ceratura che servirà a realizzare il secondo provvisorio che, tranne per il ponte del quarto quadrante, sarà realizzato con tutte corone singole. Questo ci servirà per simulare la composizione del lavoro definitivo.

DIAPOSITIVA N. 13

Con il sistema del box viene iniettata la dentina e poi stampato lo smalto.

DIAPOSITIVA N. 14

Dopo la rifinitura si controlla la forma nel suo insieme opacizzando il tutto.

DIAPOSITIVA N. 15

Visione palatale.

DIAPOSITIVA N. 16

Già dal confezionamento del secondo provvisorio si è cercato di realizzare contatti multipli sui singoli denti, mimando il più possibile quella che sarà la riabilitazione definitiva. Essendo corone singole sarà così più facile evidenziare eventuali problemi.

DIAPOSITIVA N. 17

Visione frontale e laterale.

DIAPOSITIVA N. 18

Secondo provvisorio posizionato.

DIAPOSITIVA N. 19

Impronte definitive. Per la complessità e per il numero degli elementi improntati, si decide di prendere 2 impronte superiori, una di polietere ed una in V-PVS.

DIAPOSITIVA N. 20

Viene effettuato un montaggio incrociato dei modelli, partendo prima con il montaggio della staffa che ci detta la posizione del modello superiore. Nella fase finale si cerca di diminuire il più possibile le eventuali imprecisioni dettate dalla gessatura dell’articolatore (si effettua prima una gessatura più abbondante ma senza collegare il modello, poi si unisce il tutto con pochissimo gesso). Tramite le varie cere vengono successivamente montati gli altri modelli.

DIAPOSITIVA N. 21

Una volta terminato il montaggio, viene realizzato il gig sull’asta incisale, ricavato dalla funzione del provvisorio (si registrano così le guide anteriori e di lateralità testate in bocca per un anno).

DIAPOSITIVA N. 22

Modellazione in cera dei volumi dentali e registrazione della linea mediana palatina da un modello pieno, per poi trasferirla sui modelli di tipo zeiser e successivamente applicarla nella bussola occlusale.

DIAPOSITIVA N. 23

Vengono annullati tutti i tavolati occlusali modellati in precedenza, mantenendo i fori di posizione della cuspide di stampo. Da lì viene applicata la grafica della bussola occlusale secondo Polsen, che ci determina le zone funzionale critiche.

DIAPOSITIVA N. 24

Posizionamento dei coni delle cuspidi.

DIAPOSITIVA N. 25

Ceratura finita.

DIAPOSITIVA N. 26

Si evidenziano nei modelli in antagonismo i movimenti terminali anteriori e laterali dx e sx.
Nei riquadri si evidenziano i contatti A B C indispenzabili per stabilizzare la posizione delle singole corone.

DIAPOSITIVA N. 27

Impenature pronte per la messa in rivestimento per succesiva pressatura e una visione delle pressature effetuate.

DIAPOSITIVA N. 28

Impronta delle preparazioni parziali e rimontaggio dei grezzi posteriori.

Poi preparazione “razionale” in base alla mascherina della ceratura.

DIAPOSITIVA N. 29

Il modello viene realizzato sia per essere sezionato che intero per avere il controllo dei tessuti molli. Dopo aver montato in articolatore, si modellano le strutture ridotte, viene disegnato il profilo rispettando l’emergenza dell’oltre preparazione e il tutto continua con la pressatura.

DIAPOSITIVA N. 30

Viene iniziata la ceramizzazione del sestante anteriore superiore, conservando la zona di contatto. Solo riducendo la superficie vestibolare, questo materiale assume immediatamente un aspetto molto naturale, variando semplicemente lo spessore.

DIAPOSITIVA N. 31

Per non perdere i riferimenti anatomici, si procede allo scarto delle superfici e alle relative stratificazioni, alternativamente.

DIAPOSITIVA N. 32

Terminata la ceramizzazione, si è effettuato un controllo delle forme e delle linee di transizione.

DIAPOSITIVA N. 33

Particolare delle superfici occlusali lucidate e caratterizzate con colori di superficie.

DIAPOSITIVA N. 34

Visione frontale, laterale dx e sx. Anche se i sestanti anteriori sono stati stratificati ed i posteriori pitturati, le qualità ottiche del disilicato di litio aiutano molto a uniformare il tutto.

DIAPOSITIVA N. 35

Sequenza del movimento di protrusiva e visione palatale.

DIAPOSITIVA N. 36

Visione escursione laterale dx e sx.

DIAPOSITIVA N. 37

Visione frontale e occlusale con contatti funzionali e statici.

DIAPOSITIVA N. 38

Lavoro finito.

DIAPOSITIVA N. 39

Visione intraorale occlusale con contatti funzionali e statici.

DIAPOSITIVA N. 40

Visioni laterali.

DIAPOSITIVA N. 41

DIAPOSITIVA N. 42

DIAPOSITIVA N. 43

Nel confronto tra la foto iniziale e finale del volto intero, si evidenzia un ripristino dimensionale del terzo inferiore.

DIAPOSITIVA N. 44

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